DTF 8C_448/2018 del 30.09.2019 – ricorso di diritto pubblico

Art. 15 LPar; art. 31 al. 3 let. c LADI – abolizione aiuti finanziari ai consultori – scioglimento di un’associazione di promozione delle donne nel mondo del lavoro e ripresa delle attività tramite una Sagl gestita dalla ex direttrice  – nessun diritto all’indennità di disoccupazione

Nel 2016, l’Ufficio federale per l’uguaglianza fra donna e uomo aveva deciso di ridurre gli aiuti finanziari secondo l’art. 15a LPar a favore della consulenza e dell’informazione della donna nella vita professionale. Con sentenza del 7 febbraio 2018, il Tribunale amministrativo federale aveva deciso che la decisione di ridurre (in pratica: di annullare) questi aiuti finanziari per il 2017 e il 2018 e di trasferirli ad altri programmi promozionali rispettasse il principio di uguaglianza e non violasse il divieto d’arbitrio (v. DTAF B-2184/2017, B-2387/2017, B-2476/2017, B-2603/2017 del 7 febbraio 2018 e relativo comunicato stampa: bvger.ch).

La decisione in oggetto riguarda un’associazione romanda che in seguito a queste decisioni dovette terminare la sua attività di consulenza e si sciolse. La direttrice, co-incaricata della liquidazione, costituì una Sagl con l’obiettivo di portare avanti dei servizi a pagamento nel campo della promozione uomo/donna nelle imprese e di nuove forme di organizzazione dei tempi di lavoro.

Avendo perso il posto di lavoro a tempo pieno e dato che la nuova attività (essendo venuti meno gli aiuti finanziari secondo la LPar) non le permetteva un reddito sufficiente, si iscrisse alla disoccupazione.

L’art. 31 cpv. 3 lit. c LADI (Legge sull’assicurazione contro la disoccupazione) esclude però dal diritto all’indennità per lavoro ridotto le persone che, come soci, compartecipi finanziari o membri di un organo decisionale supremo dell’azienda, determinano o possono influenzare risolutivamente le decisioni del datore di lavoro, come anche i loro coniugi occupati nell’azienda. Secondo costante giurisprudenza, visto il rischio di elusione di questa disposizione, persone che si trovano in una posizione analoga a quella di un datore di lavoro, non hanno diritto neppure all’indennità di disoccupazione: E’ sufficiente la semplice possibilità che le attività possano essere continuate per negare il diritto in ragione del rischio di elusione.

Il ricorso della consulente è quindi stato respinto, il diritto alle indennità di disoccupazione negato.

Pubblicazione della sentenza nel sito del Tribunale federale (www.bger.ch)

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