DTF 126 III 395 del 04.07.2000 (ricorso per riforma)

Art. 4 e 5 cpv. 3 Lpar, molestie sessuali; obbligo di diligenza del datore di lavoro.

La definizione di molestia sessuale prevista dall’art. 4 LPar include anche le osservazioni sessiste e i commenti volgari o imbarazzanti.
La LPar si occupa solo della responsabilità del datore di lavoro e non di quella dell’autore delle molestie. La dipendente non era quindi tenuta a procedere nei confronti del molestatore.
Obbligo di diligenza del datore di lavoro e prova liberatoria. Non è sufficiente che il datore di lavoro, una volta saputo delle molestie, preannunci l’apertura di un’inchiesta ad opera della direzione, essa stessa oggetto di reclamo.Riconosciuti fr. 4’988.– quale indennità stabilita in base al salario medio svizzero (art. 5 cpv. 3 LPar, massimo).

Nessuna indennità per torto morale in aggiunta all’indennità ex art. 5 cpv. 3 LPar. La LPar costituisce legge speciale rispetto alle disposizione del CO, per una stessa lesione vi è diritto ad una sola indennità.

Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale (www.bger.ch)

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