DTF 125 II 385 del 28.6.1999 (ricorso di diritto pubblico)

Art. 4 cpv. 2 terza frase Cost.; legge sulla parità dei sessi; uguaglianza di retribuzione, fisioterapeute solettesi – principi per l’esame giudiziario dei criteri di valutazione di una professione

Professione di fisioterapeuta tipicamente femminile: almeno 75.6 % delle persone in formazione; Ospedali di Soletta e Olten occupano in totale 8 psicoterapisti e 24 psicoterapiste (consid. 3a).
La valutazione e l’inserimento di una determinata attività o funzione è una questione sia di fatto che di diritto che di apprezzamento. La LPar definisce unicamente i margini della valutazione. Va quindi esaminato se una determinata valutazione è discriminatoria o no, non definito quale valutazione sarebbe non discriminatoria. Non è quindi sufficiente paragonare una determinata funzione femminile con un’altra maschile o neutra, ma occorre considerare il sistema retributivo nel suo insieme (se cioè un determinato criterio viene sempre applicato in un determinato modo, anche tra professioni maschili o neutre) (consid. 5).
Al perito non va posta la domanda come dovrebbe essere valutata correttamente una determinata professione femminile rispetto a quelle maschili, ma se la valutazione attuata dal Cantone svantaggia specificatamente una funzione femminile rispetto a funzioni maschili (consid. 6).

Vedasi DTF 2A.200/2001 del 18.6.2002: la pratica, dopo la nuova decisione del tribunale cantonale, cui il dossier era stato rinviato, è nuovamente approdata al Tribunale federale

Pubblicazione della sentenza sul sito del Tribunale federale (www.bger.ch)

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