DTF 4A_173/2018 e 4A_179/2018 del 29.01.2019 – ricorso in materia civile

Art. 5 cpv. 3 LPar; art. 337c cpv. 3 CO – la nozione di salario medio svizzero di cui all’art. 5 cpv. 3 LPar non si applica alla nozione di “salario del lavoratore” di cui all’art. 337c cpv. 3 CO

La sentenza tratta del licenziamento con effetto immediato ingiustificato di un quadro superiore a cui l’autorità di prima istanza aveva riconosciuto un’indennità ai sensi dell’art. 337c cpv. 3 CO di 6 mensilità (fr. 299’742.00) e che di per sé non ha alcuna attinenza con la LPar. Per decidere se una retribuzione speciale (bonus) va considerata una gratificazione nel senso dell’art. 322d CO o una componente del salario nel senso dell’art. 322 CO, il criterio è il superamento del quintuplo del salario mediano svizzero. Riferendosi a questa giurisprudenza, l’autorità superiore cantonale aveva ridotto l’indennità riconosciuta al dirigente con il solo argomento che la situazione economica del dipendente non sarebbe difficile.

In questo contesto, la datrice di lavoro, in sede di ricorso al Tribunale federale, ha cercato di far valere che il concetto di salario medio/mediano andasse applicato anche al “salario del lavoratore” di cui all’art. 337c cpv. 3 CO. Si è in particolare richiamato all’art. 5 cpv. 3 LPar, che nel caso di discriminazione mediante molestia sessuale impone di stabilire l’indennità in base al salario medio svizzero. Il Tribunale federale rileva che il salario di cui all’art. 337c cpv. 3 CO corrisponde invece a quello effettivamente percepito prima del licenziamento. Il calcolo dell’indennità in base al salario medio svizzero di cui all’art. 5 cpv. 3 Lpar è dovuta a motivi specifici (anche se mi pare che nella motivazione, il TF confonda quanto previsto in caso di rifiuto discriminatorio di un’assunzione a quanto previsto in caso di molestie sessuali ndr).

Pubblicazione della sentenza nel sito del Tribunale federale (www.bger.ch)

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